Isida Mitre è la fondatrice del marchio Pashmisy, un brand di accessori che unisce eleganza, colori e l’artigianalità italiana. Ha lasciato l’Albania in età molto giovane e ha vissuto per molti anni in Italia, dove ha completato gli studi e ha costruito le basi della sua formazione professionale.

Dopo quasi 20 anni in Italia, si è trasferita a Londra, dove ha lavorato, ha costruito la sua famiglia e ha trovato l’ispirazione per creare il suo marchio. Pashmisy nasce dalla passione per la moda, i tessuti di qualità e dal desiderio di offrire accessori premium, prodotti in Italia, per donne che apprezzano uno stile senza tempo e colori audaci.

Cosa vi ha spinto a lasciare l’Albania e a fondare la vostra azienda Pashmisy a Londra?
“La mia partenza dall’Albania è avvenuta in età molto giovane. Inizialmente mi sono trasferito in Italia, dove ho completato tutti gli studi scolastici fino all’università. Dopo quasi 20 anni di vita in Italia, mi sono trasferito a Londra, dove ho lavorato e ho costruito la mia famiglia. All’inizio, l’idea di creare un business online non era nei miei piani. Tuttavia, con il passare degli anni a Londra e notando che l’Inghilterra offre molto spazio e opportunità per costruire la propria impresa, ho trovato il coraggio e ho preso la decisione di fondare Pashmisy nel 2023”.

Perché avete scelto l’online come canale principale e quale ruolo ha avuto l’ecommerce nella crescita della vostra azienda?
“Il canale online è stato scelto perché io stesso sono una persona che acquista principalmente online e molto raramente va nei negozi fisici per comprare. Di solito li visito solo per trarre ispirazione e raccogliere idee. D’altra parte, ho scelto l’online anche perché ho notato che è un canale molto sviluppato e in continua crescita. Il pubblico preferisce acquistare online, poiché molte persone non hanno tempo di andare nei negozi fisici per provare e acquistare prodotti. L’ecommerce ha svolto un ruolo chiave nella crescita della mia azienda, permettendomi di raggiungere clienti ovunque e in qualsiasi momento”.

Quali differenze avete notato tra il mercato ecommerce in Albania e quello britannico?
“A dire il vero, è un po’ difficile dare una risposta precisa, poiché non ho avuto molta esperienza diretta con il mercato ecommerce in Albania. Avendo vissuto per molti anni in Italia e avendo avuto più contatti ed esperienza con il mercato italiano e quello britannico, mi risulta difficile esprimere un’opinione. Quali strumenti digitali o strategie di marketing online hanno fatto la differenza nel vostro percorso?
I social media hanno svolto un ruolo molto importante nel mio percorso, in particolare Instagram. Questo canale mi ha aiutato a far crescere il mio pubblico, a creare un rapporto diretto con i clienti e, allo stesso tempo, è stato una fonte continua di ispirazione per i prodotti e per la comunicazione del brand”.

Come vede lo sviluppo dell’ecommerce nei prossimi anni e quali sono i vostri obiettivi di espansione?
“Secondo me, l’ecommerce è in costante crescita e questa tendenza continuerà anche nei prossimi anni. Il pubblico preferirà sempre di più gli acquisti online, poiché viviamo in una realtà in cui siamo costantemente impegnati con la famiglia, il lavoro e gli impegni quotidiani, mentre il tempo è sempre più limitato. Per questo motivo, sempre più persone sceglieranno di acquistare online, vedendo questo canale come una soluzione pratica e semplice. I miei obiettivi di espansione riguardano il rafforzamento della presenza online, l’aumento del pubblico e l’ulteriore sviluppo del brand in nuovi mercati”.

Quali consigli dareste ai giovani imprenditori albanesi che vogliono utilizzare l’ecommerce per portare il loro business all’estero?
“Se qualcuno ha passione e crede davvero nella propria attività, il mio consiglio è di trovare il coraggio per intraprendere questo passo. Costruire un ecommerce non richiede solo un budget economico, ma soprattutto coraggio, perseveranza e fiducia in se stessi. Il mercato online offre grandi opportunità per portare un business oltre i confini e raggiungere clienti ovunque, ma il primo passo è sempre la decisione di iniziare”.